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Ecco una delle primissime ricette di un “risotto”, tratta dal famose ricettario di Cristoforo Messisbugo, risalente al 1557. La preparazione “alla turchesca”, che prevedeva di essere mescolata continuamente con una spatola di legno, si avvicina a quella odierna, e si distacca da altre presentazioni del riso antecedenti, come contorno o come ingrediente ricco d’amido per budini. Il risultato finale, senz’altro dolce, doveva essere anche piuttosto… morbido, per non dire scotto, vista la mezz’ora di cottura!

Il riso veniva spesso associato, in questo tipo di ricette, al farro. Fino a tutto il Quattrocento, veniva venduto dagli speziali e considerato un prodotto “esotico”. La sua coltivazione venne introdotta nel Ferrarese, nel Ducato di Milano e nell’alta Toscana negli anni Settanta del Quattrocento.

“Piglia libra una e mezza di riso, e lavalo bene con acqua calda, e dopo mettilo a seccare, e mondalo, e poi togli mezzo peso di latte di vacca buono, e ponilo in una cazza ben stagnata suso in tre piedi al foco, e mettilo dentro detto riso con libra una di zuccaro, ben bianco, e fallo bogliere sempre mescolando con una spatola di legno per mezza hora. Poi mettili libra mezza di butiro dentro, e un poco di acqua rosata, e imbandito che serà, li porrai sopra del zuccaro”.

 

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