Le ricette di Caterina

Ben 454 ricette botaniche, cosmetiche ed alchemiche vengono raccolte da Caterina Sforza, nata attorno al 1462 dal quinto Duca di Milano Galeazzo Sforza e dalla sua amante Lucrezia Landriani e divenuta Signora di Imola e di Forlì dopo il matrimonio con il nipote del Papa Girolamo Riario, nel corso di tutta la sua vita, a partire da quando è ancora adolescente. Nell’ultimo ventennio del Quattrocento, nel grande parco attiguo alla Rocca di Ravaldino, a Forlì, giardinieri e speziali coltivano per suo ordine numerose erbe, che poi vengono lavorate dalla Contessa in persona in un laboratorio attrezzato con grandi calderoni, storte ed alambicchi.

CATERINA SFORZA GIORGIO VASARI 2Le ricette, presumibilmente riorganizzate ed ampliate da Caterina negli ultimi anni di vita, dopo il 1500, quando l’allontanamento dalle mansioni di governo e la relativa tranquillità della vita che conduce alla villa di Castello di Firenze nell’ambiente mediceo, favorevole a tali occupazioni, le permettono di dedicarsi all’attività di alchimista con continuità.

Si tratta per la maggior parte di rimedi a mali fisici, mentre una settantina riguardano la cosmesi vera e propria ed una trentina la chimica (anche se forse sarebbe meglio dire la sua antesiniana alchimia). Di queste ultime, ben quindici hanno interesse pecuniario, a riprova che una costante penuria di fondi afflisse Caterina nel suo piccolo Stato…

MANDRAGORA TACUINUM SANITATIS 1390 CA ERBARIOLe ricette sono state definite “fantastiche”, nel senso di “fantasiose”, già nell’Ottocento dal suo primo decodificatore, il paleografo Romolo Brigiuti, che le trascrisse per Pier Desiderio Pasolini. Etimologie, analogie, leggende, superstizioni, assonanze ne costituiscono la logica di fondo, quasi mai individuabile per un lettore moderno. In pratica si può dire che nel ricettario di Caterina confluiscano tradizioni medievali, sia orali sia originariamente erudite, però corrotte da traduzioni grossolane o da aggiunte che ne mutano in parte il senso; gli spunti sono spesso riferibili ai testi minori del Medio Evo, quali gli erbari, i lapidari, i regimina sanitatis, i ricettari, i trattatelli di dietetica e di cosmetica o le raccolte di consilia.

La raccolta deve la sua fama soprattutto alla cosmesi, con le celeberrime “ricette a far bella”, benché tali rimedi non siano in maggioranza; ce ne sono anche per sonniferi, anestetici, inchiostri simpatici, veleni a medio termine, coadiuvanti la funzione virile…

SERPENTARIA LIVRE DES SIMPLES MEDECINES FRANCIA SEC XV BNF PARIS MS 12320Tutte queste prescrizioni, confluite nel manoscritto degli “Experimenti”, vengono ricopiate dall’originale e riorganizzate nel 1525, circa 15 anni dopo la morte di Caterina, dal conte Lucantonio Cuppano da Montefalco, luogotenente del figlio ultimogenito e prediletto di Caterina, il celebre condottiero Giovanni delle Bande Nere, sotto il titolo “Experimenti de la Exellentissima Signora Caterina da Furlj matre de lo Illuxtrissimo Signor Giovanni de Medici”.

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