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I sescalchi generali a Milano nel Quattrocento, durante il governo di Francesco Sforza e poi di Galeazzo Maria Sforza, di Gian Galeazzo e di Ludovico il Moro, vivevano a corte. Le espressioni “mangiare in corte”, “mangiare in casa” e “havere le spese in corte” identificavano le persone che prendevano i pasti alla corte ducale. Le loro mansioni, così come il loro numero, erano variabili: dovevano trovare collocazioni anche per varie centinaia di persone, quando arrivano visite o c’erano festeggiamenti, e allogare la corte e le cucine durante i viaggi.

Sotto il governo di Galeazzo Maria Sforza, e poi ancora di più ai tempi di Gian Galeazzo Maria Sforza e di Ludovico il Moro, gli spostamenti tra Milano, Pavia, Abbiategrasso e Vigevano divennero la norma, e frequentissima la presenza alle mense ducali di ospiti di riguardo. Si sa che all’inizio del 1471 stavano permanentemente al servizio del duca di Milano 24 camerieri, mentre altri 24 viaggiavano con lui, pur non mangiando “in casa”. Dalle notizie che ci sono pervenute si ricava inequivocabilmente che i sescalchi sforzeschi gestissero una buona quota di potere e svolgessero anche funzioni di informatori, di messaggeri, di mediatori con i mercanti e con i produttori di mercanzie, ricevendo anche incarichi di responsabilità.

Le mansioni dei camerieri ducali a corte erano abbastanza diversificate: se i cuochi cucinavano, il sescalco o siniscalco (senior schalk — servo, nel tedesco antico), che presiedeva al servizio della mensa, trinciava le carni, riceveva e trasmetteva gli ordini del signore ai sottoposti,  ossia agli “apparechiadori” della tavola, ai credenzieri, ai deputati agli argenti che custodivano i vasellami e le argenterie della mensa, oltre, naturalmente, al personale della cucina e della cantina… Assieme agli spenditori, i sescalchi erano i principali ufficiali della “logistica” per quanto riguardava il settore alimentare.

I “Maestri di Casa” si occupavano della “dispensa”, assicurandosi che i rifornimenti fossero congrui e regolari, coadiuvati dai credenzieri, che si occupavano dei cibi e del vasellame di credenza. A un livello più basso, erano gli apparecchiatori a preparare le tavole. Inoltre sia il duca che la duchessa durante i banchetti avevano un coppiere personale, un cantiniere e un nobile “che porterà el piatello”.

Notizie curiose e informazioni storiche sul periodo sforzesco e sui suoi personaggi sul sito I cento giorni del Duca.