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I doni tra le corti, tra genitori e figli, tra mogli e mariti, qualora si trovavano in città differenti, nel Rinascimento erano frequentissimi. In ambito milanese, abbiamo molte notizie di presenti alimentari inviati negli anni Cinquanta e Sessanta del Quattrocento da Bianca Maria Visconti al marito Francesco Sforza che, impegnato a combattere  su vari campi di battaglia, lasciava il governo del Ducato all’intelligente e volitiva consorte. Sappiamo così che lo Sforza era ghiotto di pesche (“persiche”) di vario tipo, di quaglie (che dopo le cacce la moglie e i figli gli inviavano a decine) e di pesci come lo storione.

I veri “doni per nobili” erano tuttavia i dolci, considerati simbolo di distinzione per l’uso di zucchero, al tempo costosissimo, e di conseguenza anche di potere. Simpatica è una lettera di doni alimentari da “goder per amor suo” che Isabella d’Este nel 1502 inviava  al marito, il signore di Mantova e condottiero Francesco Gonzaga: gli alimenti, sfiziosi, per la maggior parte dolci, venivano spediti da Venezia, dove Isabella era in visita. Oltre ai dolci, vi erano ceste di pesce, si suppone prelibato, oltre a candele e torce, generi ricercati al tempo nelle corti.

“Illustre Signor mio, mando alla Excellentia Vostra el pesse in la inclusa lista, quale prego voglia goder per amor mio:

Marzapani octo grandi dorati

Scatolette 29 de confecto de più sorte

Pignatte due de Sirupo violato

Pignatte quatro de Zenzerverde

Ceste quatro grande de pesse de diverse sorte

Octo torze de libre octo l’una

Mazzi due de Candele de cera de libre XX…”

Lettera da Venezia, 16 marzo 1502

I “marzapani” erano dolci fatti con zucchero e pasta di mandorle, insaporiti con acqua di rose, eventualmente colorati con zafferano per renderli “dorati” o con altre “tinte”, spesso confezionati in varie forme, a rappresentare vere e proprie piccole sculture; le 29 scatole di “confecto” possono riferirsi sia a confetti, cioè semi, pinoli o spezie rivestiti di zucchero, sia, più probabilmente, a “confectioni” di zucchero e mandorle di questo tipo. Ci sono poi lo sciroppo di viole, lo zenzero verde e le quattro ceste di pesce fresco misto Delicatezze dell’epoca…

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