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Dolce natalizio e non solo, il torrone, interpretando un passo della Historia Naturalis . di Plinio (XV, 9), relativo alla confezione del­l’aquicelus, fatto con pinoli e miele, sarebbe nato come una specie di “pinocchiata, cioè un dolce di pinoli croccante, diffuso già nella Roma imperiale a conclusione dei banchetti. C’è chi avanza invece l’ipotesi che il torrone sia nato nel meridione d’Italia nel Duecento, derivando da un tipico dolce arabo fatto con mandorle, miele, zucchero e spezie, e che il termine provenga dal latino “torrere”, cioè tostare.

La parola “torrone” comparirebbe per la prima volta nei testi italiani di cucina del Cinquecento, come ad esempio nell’opera del Messisbugo, ma un testo spagnolo del 1475 riporta: «Turron: cierta golosina… almendras (mandorle) y miel», facendo presumere la provenienza iberica di questo dolce.
Una leggenda popolare lombarda vuole invece che la profumata stecca mandorlata abbia avuto il suo vero battesimo a Cremona, nata dalla creatività dei pasticcieri della città, in occasione delle nozze del 1441 tra Bianca Maria Visconti, figlia del duca di Milano e il condottiero Francesco Sforza. Per quest’occasione, venne creato un dolce con mandorle, miele, albume d’uovo a forma di “Torrione”, o meglio di “Torrazzo”, la torre duecentesca simbolo della città, che ancora oggi affianca la cattedrale cremonese. Il magnifico dolce prese il nome di torrone, e il successo fu tale da dare il via alla sua produzione artigianale. Secondo le diverse ricette regionali, il torrone può essere di pasta più o meno morbida, e arricchito con pistacchi, noci, cioccolato, fichi secchi. Documenti attestano che a metà del Cinquecento il Podestà di Cremona ricevette da un ricco borghese una lettera in cui lo pregava di fargli pervenire “200 scatole di torrone di una libra l’uno al computo de soldi 5 e denari 6 per libra”, perché doveva offrirlo per il Natale alle autorità della Camera regia della “città di Milano”.
Oggi il torrone è prodotto in tutta Italia, in particolare in Lombardia, Marche, Molise, Toscana, Abruzzo, Calabria, Campania, Sicilia, Sardegna.

In Sicilia, uno dei torroni più prelibati è la “giuggiulèna o cubbàita“, profumato al sesamo (preparato con miele, semi di sesamo, zucchero, mandorle con la pelle). Il termine “g¡uggiulèna” deriva dall’arabo “giolgiolan” e nella Sicilia orientale indica non solo il torroncino, ma anche i semi di sesamo; nella Sicilia occidentale identifica solo i semi, perché il torrone è chiamato “cubbàita”, anch’essa parola di origine araba in quanto nasce dall’arabo “qubbàita”: è infatti testimoniato che furono gli Arabi a introdurre nell’isola la preparazione di questo dolce.

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