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Ricetta semplicissima, tipica del periodo di Quaresima, le erbe cucinate “con lacte d’amandole” secondo Maestro Martino formano un connubio leggero e digeribile: verdure  ben pestate nel mortaio e latte di mandorle, onnipresente nelle ricette dei periodi di magro. Per la presenza dello zucchero e la raffinatezza del sapore, si trattava sicuramente di una preparazione adatta alle mense aristocratiche.

“Habi le herbe et falle bollire in prima un pocho in l’acqua, la qual
deve bollire quando glille mitti. Et poi la cava fore, et ponile sopra
una tavola, o un taglieri, et battile menute con un coltello, et nel
mortale le macinarai molto bene; et poi le farai bollire ne lo lacte
d’amandole mettendovi del zuccharo a sufficientia”.

È ordinabile online ai link seguenti “La cucina medievale: umori, spezie e miscugli” di Laura Malinverni, edito per Italia Medievale, con annotazioni, ricette, curiosità e cronache di banchetti del Medio Evo, in particolare del Trecento.

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