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Il “verzuso” era un “savore”, ossia una salsa: qui è nella versione quaresimale, cioè di magro, consigliata da Maestro Martino, rigorosamente a base di mandorle, mollica di pane, zucchero, succo d’arance, acqua di rose e spezie.

TACUINUM SANITATIS GERMANIA XV SEC BNF PARIS MS LAT 9333 FOL 90R ACQUA DI ROSE AQUA ROSATA

“Per farne dece menestre : piglia una libra* et meza d’amandole
mondate in acqua tepida, et pistale molto bene como è dicto di sopra,
mittendogli un pocha d’acqua frescha perché non facciano olio. Et piglia
una mollicha di pane biancho et mittila a moglio in bono agresto. Et
poi piglia le sopra ditte amandole, et la mollicha, et del sucho
d’aranci, et dell’acqua rosa, et distempera inseme tutte queste cose,
agiungendovi una oncia** de cinamomo, et una libra di zuccharo fino.
Et passa ogni cosa inseme per la stamegna*** facendo questa compositione
gialla con un pocho di zafrano****. Poi la mittirai a bollire in una
pignatta discosta dal focho. Et guarda non piglie fumo voltandola
spesso col cocchiaro. Et vuole bollire una octava d’ora circha”.

*       libra: libbra, il suo valore medio variava da regione a regione, ma oscillava attorno ai 300 grammi

**     oncia:  era la decima parte della libbra, con un valore medio di 30 grammi

***   stamegna : tela fatta  di stame che serviva per colare alcune vivande

**** zafrano: zafferano

Per notizie sul periodo e su alcuni personaggi sito de La tigre e l’ermellino

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