Tag

, , , , ,

Delicata nel gusto, ma nello stesso tempo composita e sorprendente per i gusti moderni, questa torta di Maestro Martino è un vero pasticcio, termine più vicino a quanto all’epoca veniva definito “torta”. La ricetta riesce ad unire mandorle, acqua di rose, riso, uova di luccio, croste di pane, zucchero e lasagne secche e sottili!

Da notare che il riso, allora coltivato molto limitatamente nei giardini delle residenze ducali, nel ducato di Milano era considerato un genere di lusso e venduto assieme alle spezie…

VITA QUOTIDIANA BOLLITURA ESTRATTO TACUINUM

Habi una libra d’amandole monde et ben piste et habi un pocha d’acqua rosata, et un pocho di brodo di riso quando è presso che cotto, et con questo distemperarai le ditte amandole; et passarale per la stamegna, et pigliarai del riso octo oncie *; et cotto che sia il macinarai molto bene con l’amandole, aggiungendovi doi once de lievito biancho, et una quarta di farina d’amitto **, overo un pocho d’ova di luccio passato per la stamegna *** como è ditto di sopra, et una meza di zuccharo, item una meza oncia de pignoli mondati et rotti un pocho nel mortale, ma non pisti. Et tutte queste cose le mescolarai inseme, le metterai accocere con una crosta di sotto. Et quando serà meza cotta gli mettirai di sopra de le lasagne secche ben sottili. Et fornita di cocere gli metterai sopra del zuccharo, et dell’acqua rosata. Et nota che questa torta non vole essere troppo cotta.

*      oncie: once, unità di misura corrispondente per il ducato sforzesco alla decima parte della libbra lombarda, quindi a 30 grammi circa

**    amitto: amido

***  stamegna: tela fatta  di stame che serviva per colare alcune vivande

Per notizie sul periodo e su alcuni personaggi sito de La tigre e l’ermellino

Annunci