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Perché, si chiese il paleografo che per primo trascrisse le ricette di Caterina Sforza per conto del suo biografo ottocentesco Pier Desiderio Pasolini, per curare i “lunatici” si dovevano prendere 9 fogliette d’acqua in 9 mulini e bere il preparato per 9 mattine? Quale rapporto con la Luna era possibile vedervi? Forse la chiave interpretativa non sta tanto nel quadrato del numero perfetto (3 x 3 = 9), come pensò il paleografo, ma nella moltiplicazione 3 x 9 = 27, durata in giorni del ciclo lunare siderale. Ma questo collegamento risulta più evidente allo studioso di astrologia che a quello di lettere.

Da notare che qui il termine “persona fantastica” è inteso nel senso di fantasiosa, mutevole, stravagante: lunatica, appunto.

 LUNA DE SPHAERA

“Piglia nove fogliette* de acqua de nove molini et tolli doi fogliette de acqua stillata de radici de nibbi** et metti insieme et fa bollire che torni per terzo et dalli bevere omne mattina a digiuno per nove mattine uno bicchiero per volta et poi li fa questa untione: piglia grassa de troia et terra et pesta insieme poi li ungi tutto el fil della schiena dal collo sino al groppone et denanti al petto et allo stomacho et ungi più volte et serà guarito”.

* fogliette: la foglietta era un’antica misura utilizzata nell’Italia centro-meridionale corrispondente a circa mezzo litro. La parola proviene dal provenzale folheta che a sua volta si può collegare al tardo greco phyélē con il senso di “vaso, fiala”

** nibbio: nome dialettale del “sambucus ebulus” o “ebbio”, che si distingue da quello arboreo per l’odore sgradevole e le parti verdi velenose

Dagli “Experimenti de la Exellentissima Signora Caterina da Furlj matre de lo Illuxtrissimo Signor Giovanni de Medici”, 1525

Per notizie sul periodo e su Caterina Sforza e i suoi “Experimenti”, sito de La tigre e l’ermellino

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