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(… continua dal post precedente)

– Banchetto di straordinaria sontuosità offerto da Pietro Riario, nipote di Papa Sisto IV e cardinale di San Sisto, il 7 giugno 1473 a Roma ad Eleonora d’Aragona, figlia del Re di Napoli, di passaggio in città con grande comitiva, sulla strada per andare a sposare il duca di Ferrara Ercole d’Este.

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CUCINA BANCHETTO TAVOLA IMBANDITA FILIPPO LIPPI DUOMO PRATO BANCHETTO DI ERODE PARTIC1

Levata una tavola e quadri con tutte le altre cose.

Acque alle mani con fiori di cedri.

Pignocate in forma di pesci, e vin Greco.

I quadri preparati con pane inargentato.

Limoni siropati inargentati in tazze. Pesce arrostito in savor gialdo (1). Scodelle con savore. Pastelli d’anguille inargentati. Due sturioni cotti intieri, portati sopra una civiera (2) d’argento. Sei piatti di lamprede portati sopra un’altra civiera d’oro, dov’era Ceres sopra un carro indorato tirato da due tigri, con una face accesa.

Geladia (3) inargentata in piatti grandi. Torte verdi inargentate.

Gioncade (4) grandi di latte in piatti grandi.

Levata l’altra tovaglia di tavola fu dato acqua alle mani odorifera.

Quadri preparati con pani pieni di fiori. Pignocate in forma di diamanti (5).

Cerese (6) in tazze con vino di Tiro. Polli alla catalana. Marasche (7) in tazze.

Mangiar verde con fiori di garofoli e rosmarino. Arrosto grosso in piatti grandi. Per ciascheduno piatto:  cinque pezzi di vitello. Tre pezzi di castrato.  Tre pezzi di capriolo. Tre porchette intiere. Quattro capponi. Otto paperi.

Ancora furono portate in tavola per vivande in confettione (8), le tre fatiche d’Ercole, cioè del Leone, del Cinghiale e del Tauro e ciascheduna era in forma d’un huomo commune. 

E così seguendo per tanto le fatiche d’Ercole, furono portati castelli grandi di confettione con torri, e rocche dentro, e infinite confettioni di diverse maniere, e quelli castelli furono con dette confettioni saccomanate (9), e gettate giuso dal tribunale in piazza per eccellenza, che pareva una grossa tempesta.

Fugli portata una serpe grande di confetione in un monte, che parea naturale. Ancora una vivanda d’huomini salvatichi (10).

Doppo diece navi grandi, con le vele, e corde, tutte di confetto, e piene di ghiande di zucchero.

Gli fu ancora portato disnando un monte, fuora del quale saltò un huomo, mostrando essere molto ammirativo di tanto convito, e disse alcune parole, le quali non furono da tutti bene intese.

Doppo il trionfo di Venus menato sopra un carro da due cefali.

Geladia in conche di unicorno.

La favola di Esperide e d’Ercole, che ammazzò il Drago, il qual guardava l’alboro delle pome d’oro.

Gioncada in forma di fanciullini bellissimi. E marzapano (11).

Levate le tavole e ogni cosa, è lasciata una tavola.

Acqua alle mani, e vino in tavola. Spongate (12). Zaldoni (32). Mandole (14) fresche, monde, e curate. Confetti minuti da Feligni. Coriandoli (15). Anesi (16). Canella, e pignoli confetti.

Doppo venne sopra il tribunale otto huomini, con otto altre vestite da Ninfe, e sue inamorate. Tra i quali era Ercole, con Deianira, per mano a Giasone, con Medea; Teseo con Fedra; e così degli altri, con le sue inamorate, tutti di convenienti habiti vestiti, e giunte lì, cominciarono piferi, e molt’altri stromenti a sonare, e ivi in mezo cominciarono a danzare, e festeggiare con le loro Ninfe, e stando in questo ballare, sopragiunsero certi vestiti in forma di Centauri, con le targhette da una mano, e le mazze dall’altra, per torre queste Ninfe a Ercole e compagni; e quivi si fece una bella scaramuzza, fra Ercole e i detti Centauri. Finalmente Ercole gli superò, e cacciolli dal tribunale.

Ivi fu ancora la rappresentatione di Bacco e di Ariadna, e molte altre cose dignissime di grandissima e inestimabile spesa… Il senescalco quattro volte si mutò di veste nuove ricchissime, ed ogni fiata mutò collane d’oro, di perle e pietre preziose…

Per notizie sul periodo e su alcuni personaggi sito de La tigre e l’ermellino

Note

(1) savor gialdo= salsa gialla

(2) civiera = o celiera, grande vassoio da tavola

(3) geladia = gelatina

(4) gioncade = o giuncate, formaggio fresco, molle e dolce, fatto con latte vaccino, ovino o caprino, e conservate in forme cilindriche, o canestri, originariamente di giunco

(5) in forma di diamanti  = i diamanti erano una delle “imprese” di Ercole d’Este, lo sposo

(6) cerese = ciliegie

(7) marasche = varietà di ciliegie di colore rosso scuro e gusto asprigno e amarognolo

(8) confettione = probabilmente confetture di frutta e zucchero, che si potevano scolpire

(9) saccomanate = saccheggiate, nel senso di mangiate e distrutte

(10) salvatichi = selvaggi

(11) marzapano  = marzapane, pasta di mandorle amalgamata con albume d’uovo, modellabile per fare sculture

(12) spongate = dolci tipici di alcuni centri della bassa pianura padana, a base di farina, miele, frutta secca, spezie, miele e vino

(13) zaldoni = cialdoni

(14) mandole =mandorle

(15) coriandoli= semi di coriandolo ricoperti di zucchero o confettati, che si sgranocchiavano dopo i pranzi, anche a scopo digestivo

(16) anesi = semi d’anice ricoperti di zucchero, detti anche “confetti d’anesi”

(da Bernardino Corio, “L’Historia di Milano volgarmente scritta dall’eccellentissimo oratore M.Bernardino Corio Gentil’huomo milanese”, Padova, 1646, pagg. 824-825)

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