Tag

, , , , , , ,

Questa volta non si parla di ricette di Maestro Martino o del Messisbugo, ma di un banchetto quattrocentesco che fece storia per sontuosità e ostentazione, oltre che per varietà di cibi.

Fu quello offerto da Pietro Riario, nipote di Papa Sisto IV e cardinale di San Sisto, il 7 giugno 1473 a Roma ad Eleonora d’Aragona, figlia del Re di Napoli, di passaggio in città con grande comitiva, sulla strada per andare a sposare il duca di Ferrara Ercole d’Este.

Antipasto in piedi con zucca indorata e zuccherata, cibi in maschera, gran quantità di arrosti, sculture, rappresentazioni mitologiche, musiche e danze…

BANCHETTO ERODE GHIRLANDAIO

“Il Lunedì il Cardinale di San Sisto diede desinare alla Duchessa [Eleonora] nella sala grande di fuori, e da un capo c’era una credenza grandissima a dodici gradi tutta piena, e carica di gran vasi d’oro, e d’argento con pietre preciose in tanta quantità ch’è un miracolo da vedere, ma fu ancora cosa più stupenda, che in tante varie e diverse vivande, come saranno quivi infranotate, sempre vi furono diverse argenterie, e mai non si mosse niente dalla predetta credenza apparata.

Poi furono apparate due mense, alla prima furono poste sette persone; cioè, nel mezo la prelibata Madonna, presso di lei al lato destro, il cardinale di San Sisto. Il duca di Andria, e il conte Girolamo Riario nepote del Papa, dal lato sinistro. L’Illustrissimo Signor Sigismondo. La duchessa di Amalfi. E l’Illustrissimo Messere Alberto. All’altra tavola fu posto il duca di Amalfi.  La contessa di Altavilla. E la contessa del Bulchianico. E prima che sedessero a tavola,  gli fu data così in piedi una colatione di zuccada inzuccherata et indorata.

Melaranze (1) inzuccherate e indorate in tazze, con Malvasia.

Poi acqua di rosa alle mani.

Furono poi assettati a tavola, sopra le quali erano quattro tovaglie, e furono portate le infrascritte vivande, e cadauna con suoni di tromba e pifferi in diversi modi.

I quadri ornati a modo consueto, con pane indorato.

Pignocate (2) con l’arme (3) e senza, tutte indorate.

Figatelli di capponi e di capretti. Lachietti (4) in scodelle con vin bianco grande. Mangiar bianco (5), con grani di melaranza dolci, e due capponi in savor verde (6), con vino Corso. Un polastrello per scodella con savor pavonazzo (7). Pastelli (8) di volatili. Due vitelli interi pelati.

Piatti grandi e per cadaun piatto: cinque pezzi di vitello. Cinque pezzi di castrato. Tre pezzi di cinghiale. Tre capretti interi.  Sei pollastri. Sei capponi. Un persuto (9). Una somata (10). E due salcizze (11) per piatello.

Teste di vitello in forma d’un unicorno, col savore in testa. Minestre di zucche. Pastelli di polli.

La historia di Atalante e d’Ippomene e di Perseo, quando liberò Andromeda dal Dragone, tutte in vivande.

Arrosto minuto in piatti grandi e  cioè:

Cinque pezzi di vitello. Tre capretti interi. Lepore (12) due intere per ogni piatto. Dieci piccioni. Dieci pollastri. Quattro conigli.

Un pavone vestito con le penne e dietro gli era Orfeo con la citara (13), seguitato da quattro pavoni vestiti, con le code alte e aperte, e una pavona con i figliuoli vestiti. Due fasani vestiti. Due cicogne vestite. Due gru vestite. Un cervo vestito, con le corna in testa. Un orso vestito, con un bastone in bocca. Un daino vestito. Un capriolo vestito. Porci cinghiali vestiti, e molti altri animali tutti cotti, con la pelle e’l pelo, in lor propria statura, che parevano vivi, e furono portati sopra le tavole, e posti sopra un monte.

Gelatine in conche grandi d’argento, con le siepi a cerchio, e in mezo un lioncorno (14). Cinque torte indorate, di carne, e pere moscatelle in tazze.

(… continua)

Alla prossima lettura!

Per notizie sul periodo e su alcuni personaggi sito de La tigre e l’ermellino

Note

(1) melaranze = probabilmente, più che melaranci, qui si intende melograni

(2) pignocate = pignoccate o pinocchiate, dolci a base di pinoli e zucchero, a volte con ostie, che si avvicinavano al moderno croccante, servite all’inizio del pasto e non alla fine come si usa oggi

(3) arme = armi o imprese, stemmi araldici delle nobili famiglie presenti 

(4) lachietti = animelle 

(5) mangiar bianco= “biancomangiare”, cibo cosiddetto per il colore bianco dei suoi ingredienti, variabili a seconda delle regioni ma comprendenti quasi sempre le mandorle, non necessariamente di gusto dolce 

(6) savor verde = salsa verde 

(7) savor pavonazzo = salsa rossa 

(8) pastelli =  o pasteri, pasticci di carne, spesso con pane, sotto forma di torta salata 

(9) persuto= prosciutto 

(10) somata = lonza di maiale sotto sale 

(11) salcizze= salsicce 

(12) lepore= lepri 

(13) citara = cetra 

(14) lioncorno= o liocorno, altro modo di chiamare l’unicorno

(da Bernardino Corio, “L’Historia di Milano volgarmente scritta dall’eccellentissimo oratore M.Bernardino Corio Gentil’huomo milanese”, Padova, 1646, p.824)

Annunci