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Per la parte culinaria di questo blog, un ringraziamento a Maestro Martino de’ Rossi o de’ Rubeis, “coquo camerariorum ” del Quattrocento, originario della Val Blenio, nel Canton Ticino, allora appartenente al Ducato di Milano, al servizio degli Sforza prima e di Gian Giacomo Trivulzio poi. Autore del  “Libro de arte coquinaria“, pietra miliare del passaggio dalla cucina medievale a quella rinascimentale, fu l’inventore delle polpette (da lui viste però come involtini di carne), della finanziera, della mostarda oggi conosciuta come vicentina, e di vari metodi di preparazione e di essicazione della pasta, soprattutto maccheroni e vermicelli (allora più corti di quelli attuali); per primo condì la pasta con “cacio e spezie”, invece di bollirla tradizionalmente nel latte o nel brodo di cappone, e sostituì le spezie pesanti con erbe fresche come il prezzemolo, la menta, il rosmarino.

CUCINA ANTICA CUCINA2

Un ringraziamento anche a Maestro Cristoforo da Messisbugo, nativo delle Fiandre, al servizio degli Estensi e dei Gonzaga tra Quattro e Cinquecento, organizzatore di scenografici banchetti e di spettacoli di corte di suoni, danze e teatro, e del manuale gastronomico “Banchetti, composizioni di vivande e apparecchio generale”.

CUCINA MESSISBUGOPer le ricette di bellezza e per l’alchimia, un grosso grazie a Caterina Sforza e al suo figlio più celebre, il condottiero Giovanni delle Bande Nere, che provvide a far ricopiare in forma organizzata e quindi a farci pervenire i suoi notissimi “Experimenti”: 454 consigli elaborati nel corso della sua vita assieme a botanici e speziali. La Contessa di Imola e Forlì, alchimista ante litteram, era nota per lavorare personalmente gli ingredienti delle sue “ricette” in un laboratorio attrezzato con grandi calderoni, storte ed alambicchi.

CATERINA SFORZA GIORGIO VASARI 2Per notizie sul periodo e su alcuni personaggi sito de La tigre e l’ermellino.

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